Donazione di plasma: ogni quanto si può donare e cosa c’è da sapere
Donazione di plasma: scopri come funziona la plasmaferesi, ogni quanto si può donare, quanto plasma viene prelevato e perché è così importante.

Il plasma si può donare più frequentemente del sangue intero perché durante la plasmaferesi vengono prelevati principalmente i componenti liquidi del sangue, mentre globuli rossi, globuli bianchi e piastrine vengono restituiti al donatore. In Italia, l’intervallo minimo tra due donazioni di plasma è di 14 giorni, con un massimo previsto di 12 donazioni all’anno.
Ma cosa succede durante una donazione di plasma? Quanto plasma viene prelevato? E perché è così importante?
Cos’è il plasma e a cosa serve?
Il plasma è la parte liquida del sangue e rappresenta circa la metà del suo volume. È composto principalmente da acqua, ma contiene anche proteine, sali minerali, ormoni, nutrienti e altre sostanze fondamentali per il funzionamento dell’organismo.
Il plasma donato può essere utilizzato in due modi:
Per alcune esigenze trasfusionali.
Per produrre medicinali plasmaderivati, come albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione.
Questi medicinali sono fondamentali per il trattamento di numerose patologie e vengono somministrati a pazienti che ne hanno bisogno.
Come funziona la donazione di plasma?
La donazione di plasma si chiama plasmaferesi.
A differenza della donazione di sangue intero, durante la plasmaferesi il sangue passa attraverso un separatore cellulare che divide il plasma dagli altri componenti.
Il procedimento funziona così:
Il sangue viene prelevato dalla vena.
Un separatore cellulare divide il plasma da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.
Il plasma viene raccolto in una sacca.
Le cellule del sangue vengono restituite al donatore.
In questo modo il corpo conserva i propri globuli rossi e gran parte dei componenti cellulari del sangue.
Quanto plasma viene prelevato durante una donazione?
Durante una plasmaferesi vengono generalmente raccolti circa 600-700 ml di plasma, a seconda delle caratteristiche del donatore e delle procedure adottate dal centro.
Può sembrare una quantità elevata, ma il plasma viene ricostituito rapidamente dall’organismo. È proprio questo recupero relativamente rapido che permette di effettuare la donazione con maggiore frequenza rispetto al sangue intero.
Ogni quanto si può donare il plasma?
In Italia il tempo minimo previsto tra due donazioni di plasma è di 14 giorni.
Il Ministero della Salute indica inoltre un massimo di 12 donazioni di plasma all’anno.
Questo non significa che sia necessario donare ogni 14 giorni: la frequenza effettiva viene stabilita anche in base alle condizioni del singolo donatore e alla valutazione del medico del centro trasfusionale.
E se alterno plasma e sangue?
Anche in questo caso sono previsti intervalli specifici.
Secondo le linee guida per la donazione, l’intervallo minimo tra una donazione di plasma e una di sangue intero è di 14 giorni, mentre dopo una donazione di sangue intero sono generalmente necessari 30 giorni prima di una donazione di plasma.
Il medico del centro trasfusionale valuterà comunque la combinazione e la frequenza delle donazioni.
Quanto dura una donazione di plasma?
La plasmaferesi richiede più tempo rispetto alla semplice raccolta di sangue intero.
Il Ministero della Salute indica una durata di circa 50 minuti, anche se il tempo può variare in base al flusso sanguigno e alle caratteristiche del singolo donatore.
Dopo la procedura è previsto un breve periodo di riposo e un ristoro per aiutare a reintegrare i liquidi persi.
Perché si può donare plasma più spesso del sangue?
La differenza principale è ciò che viene restituito al donatore.
Nella donazione di sangue intero vengono prelevati globuli rossi, plasma e altri componenti. Il recupero dei globuli rossi richiede più tempo.
Nella plasmaferesi, invece, i globuli rossi vengono separati e reinfusi durante la procedura. Il corpo deve quindi ricostituire soprattutto la componente liquida prelevata, che viene recuperata rapidamente.
Sangue intero
Plasma
Cosa viene prelevato
Sangue intero
Principalmente plasma
Globuli rossi
Vengono prelevati
Vengono restituiti
Durata indicativa
Circa 15 minuti
Circa 50 minuti
Intervallo minimo
Generalmente 3 mesi
14 giorni
Frequenza
Più bassa
Più alta
Chi può donare il plasma?
I requisiti vengono verificati dal personale sanitario prima della donazione.
Tra gli elementi valutati ci sono:
Età e condizioni generali di salute.
Peso corporeo.
Pressione arteriosa.
Emoglobina.
Eventuali patologie.
Farmaci assunti.
Precedenti donazioni e relativi intervalli.
Per la donazione di plasma sono previsti anche specifici parametri ematologici. Ad esempio, il Ministero indica un livello minimo di emoglobina di 11,5 g/dL per le donne e 12,5 g/dL per gli uomini.
L’idoneità viene comunque stabilita dal medico del centro trasfusionale.
Il plasma si rigenera velocemente?
Sì. La parte liquida del sangue viene ricostituita rapidamente grazie ai normali meccanismi fisiologici dell’organismo, all'assunzione di liquidi e, durante la procedura, alla reinfusione di soluzione fisiologica.
Questo è uno dei motivi per cui la plasmaferesi può essere effettuata a intervalli più ravvicinati rispetto alla donazione di sangue intero.
Perché donare plasma è così importante?
Il plasma è una risorsa fondamentale per il Servizio Sanitario Nazionale.
Nel 2025 l’Italia ha raggiunto un record di raccolta, con circa 920 mila chilogrammi di plasma conferiti all’industria per la produzione di medicinali plasmaderivati. Nonostante questo risultato, la domanda di alcuni farmaci plasmaderivati continua a essere superiore alla quantità disponibile a livello nazionale.
Tra i medicinali prodotti dal plasma ci sono:
Immunoglobuline.
Albumina.
Fattori della coagulazione.
Sono utilizzati per trattare pazienti con immunodeficienze, disturbi della coagulazione, malattie rare e altre condizioni cliniche.
Donare plasma è diverso dal donare sangue?
Sì, anche se il percorso di selezione è simile.
La differenza fondamentale è che con la plasmaferesi viene raccolta la componente liquida del sangue, mentre le cellule del sangue vengono restituite al donatore.
Questo permette di:
Recuperare più rapidamente il volume prelevato.
Donare con maggiore frequenza.
Mantenere i globuli rossi nell’organismo.
Contribuire alla produzione di medicinali plasmaderivati.
Domanda frequente: posso donare plasma ogni 14 giorni?
Sì, 14 giorni è l’intervallo minimo previsto tra due donazioni di plasma. Questo non significa però che sia necessario o consigliato per tutti donare con questa frequenza: il numero e la frequenza delle donazioni devono essere compatibili con le condizioni di salute e con la valutazione del medico.
Conclusione
La donazione di plasma è una forma di donazione diversa dal sangue intero e permette di donare più frequentemente perché durante la plasmaferesi i globuli rossi vengono restituiti al donatore.
In Italia è possibile donare plasma con un intervallo minimo di 14 giorni e fino a 12 volte all’anno, sempre nel rispetto dei requisiti e delle valutazioni del centro trasfusionale.
È un gesto importante non solo per le trasfusioni, ma anche perché il plasma raccolto viene utilizzato per produrre medicinali essenziali per migliaia di pazienti.